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Privacy – Evento AIDR a Milano

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Presentazione volume prof.ssa Giusella Finocchiaro su protezione dati
personali
Privacy, tavola rotonda Aidr su controlli e sanzioni Garante
Incontro a Milano con le aziende sull’attività ispettiva in collaborazione
con il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della
Guardia di Finanza
Milano, 22 gennaio – Trascorso il periodo transitorio che tutti gli
Stati europei hanno osservato per consentire alle imprese di adeguarsi
al nuovo sistema legato al GDPR, entrato in vigore da maggio 2018,
sono iniziate le verifiche e i controlli nonché l’irrogazione delle
sanzioni amministrative. Da una prima analisi è possibile constatare
come il Garante privacy italiano stia tenendo un approccio ragionevole
e ponderato in merito alle sanzioni per il mancato rispetto del GDPR,
e ciò, in modo conforme a quanto dispone il regolamento stesso,
secondo cui le sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e
dissuasive”.
Emerge altresì come tutte le sanzioni finora inflitte
presentino un denominatore comune rappresentato dal mancato rispetto
dell’Accountability, principio cardine del GDPR. Sono questi i punti
chiave attorno ai quali si è sviluppato il confronto su privacy,
accertamenti e sanzioni, oggi a Milano, nel corso di una tavola
rotonda con aziende organizzata dall’Associazione italian digital
revolution (Aidr), a cui hanno partecipato Cristiana Luciani,
funzionario del Garante per la protezione dei dati personali, Federica 
De Stefani, avvocato, responsabile Aidr per la Regione Lombardia e
componente osservatorio per il coordinamento dei DPO, RTD e Reputation
Manager di Aidr, e Michele Gorga, avvocato e componente osservatorio
per il coordinamento dei DPO, RTD e Reputation Manager di Aidr.
Occasione dell’incontro, moderato da Mauro Nicastri, dell’Agenzia per
l’Italia Digitale e presidente Aidr, è stata la presentazione
dell’ultimo volume di Giusella Finocchiaro, professore ordinario di
diritto privato e di diritto di Internet Università di Bologna, La
protezione dei dati personali in Italia. Regolamento UE 2016/679 e
d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 (Zanichelli editore).

“L’obiettivo che ci siamo posti – ha dichiarato Nicastri – è quello di
analizzare gli aspetti legati alla valutazione dei rischi per la
tutela dei dati personali ed il suo impatto sulle attività già oggetto
di ispezioni per aziende di marketing e call center. Ma anche per
società che rilasciano Spid, banche dati di rilevanti dimensioni della
Pa, grandi alberghi, e rientra tra le iniziative di sensibilizzazione
programmate dall’Osservatorio per il coordinamento dei DPO, RTD e
Reputation Manager di Aidr la cui responsabile è la prof.ssa
Finocchiaro”.
“L’accountability è il principio innovatore del GDPR in base al quale
il titolare del trattamento diventa il protagonista indiscusso – ha
spiegato Luciani -. Valuta le misure tecniche ed organizzative per
assicurare la sicurezza dei dati personali attraverso una complessa
attività di valutazione, un’analisi dei rischi e dei costi,
un’attuazione delle misure individuate per dimostrare la loro completa
efficacia”.
“L’incontro di oggi rappresenta un importante momento di confronto tra
le aziende su un tema di grande attualità – ha riferito dal canto suo
De Stefani -. A quasi 2 anni dalla piena esecutività del GDPR
persistono ancora diverse difficoltà operative per la completa ed
effettiva realizzazione della tutela dei dati personali. Le criticità
più frequenti riguardano la corretta individuazione dei trattamenti
che vengono realizzati, soprattutto per quanto attiene l’ambito
digitale, poiché la tecnologia è ormai entrata a far parte della
nostra quotidianità e il trattamento dei dati personali è correlato a
strumenti che vengono utilizzati sia da privati che aziende. Non
bisogna però dimenticare che la protezione dei dati non deve impedire
la circolazione degli stessi e non deve rappresentare un ostacolo per
lo sviluppo e la promozione del business. Si tratta di trovare quindi
il giusto equilibrio tra due diverse e opposte esigenze”.
“Il termine ‘privacy’ – ha inquadrato Finocchiaro – oggi, indica,
molti temi diversi: dalla riservatezza vera e propria, alla protezione
dei dati personali, all’identità digitale e alla reputazione. Per
tutelare i diritti sottesi l’ordinamento giuridico offre strumenti
diversi. Occorre comporre questi diversi diritti in un sistema, che
oggi è tutto da costruire. Il Regolamento europeo – ha rimarcato
l’autrice di La protezione dei dati personali in Italia. Regolamento
UE 2016/679 e d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 – lascia molte questioni
aperte. La più importante è quella del bilanciamento. Il Regolamento
richiede un bilanciamento costante fra diritti e interessi
contrapposti: basti pensare all’utilizzo dei dati personali nelle
applicazioni di intelligenza artificiale o al diritto all’oblio. Il
Regolamento non risolve e non potrebbe risolvere il problema, ma
indica invece le direttrici lungo le quali si deve svolgere il
ragionamento giuridico e il necessario costante bilanciamento”.

Per le aziende sono intervenuti Simona Bosi di Canon Italia, Annarita
Marra di GiGroup, Roberto Maraglino di Randstad Group Italia,
Alessandro Falco di Consis, Alberto Tiriolo di BSolution Group,
Giovanni Rossini di ARTINESS, Carmine Spatolisano di Telejnform, Paolo
Pistoni di APM Service e Francesco Alfano di BEAT 2020.

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Editor in Chief DigitalProfessionalMagazine. Laurea in Economia Aziendale. Dottore Commercialista|Project Manager|Professionista della Comunicazione. Mi occupo di consulenza strategica e progetti di comunicazione per aziende.

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